Ziume di ritorno dall’Olanda

Aprile 24, 2007

Scrivo questo post per informare la comunità internauta che zio Rino e zia Lella e i miei adorabili cuginetti sono ripartiti alla volta dell’Italia. In questo esatto momento (17.55) si trovano ad uno dei gate dell’aeroporto di Rotterdam, aspettando il permesso di salire sul vettore. Spero che la loro sia stata una permanenza piacevole, d’altronde è difficile non rimanere colpiti da Delft, che è un piccolo gioiello.

Questa prima foto è stata scattata dal Frikkandello, detto anche Lio nell’asilo di Baia e Latina: per avere 4 anni ha un futuro da fotografo…

Qui Lio spiegava che per il suo prossimo compleanno vuole (non vorrebbe, attenzione) una bista di bowling con palline leggere…

Una foto davanti alla lattina di Mekelweg 4 non si nega a nessuno, anche se con mal di pancia o sonno arretrato. Ciao Andrea!!!

Seratone mega calorico a casa mia: la pasta veniva richiesta a gran voce dallo ziume al gran completo. Zia Lella era di là in cucina a fare i piatti, anche se avevo detto che li avrei fatti con calma in un secondo momento. In questo primo momento s’è persa la foto di gruppo… In ogni caso presso questo link è possibile scaricare un foto della mia permanenza qui in Olanda. C’è anche la prima ondata di foto dello ziume. :-)

Non posso che augurare loro un buon volo di ritorno, a presto carissimi!!!


5 anni. Ho detto tutto!

Aprile 17, 2007

Questo fine settimana è venuta Joelle a trovarmi: che bella che sei, amore mio. Abbiamo festeggiato perché l’8 aprile scorso è stato il suo compleanno, mentre il 14 aprile cadeva il nostro anniversario. Abbiamo festeggiato a modo nostro: con qualche cenetta a lume di candela, tanti piccoli regali e tanto tanto amore.

E’ stata un’occasione d’oro anche per visitare il lago di Delft. Si qui a Delft c’e’ un lago ed e’ molto bello: immerso nella natura e pieno di… acqua! :-)

Ok ok sono un po’ stanco, provate voi a tenere un blog aggiornato… Buona notte e che essa vi porti consiglio. A me il consiglio già me l’ha dato…


Geert

Aprile 17, 2007

Vi chiederete, cosa e’? Chi e’? Ve lo dico io, ovviamente. Si tratta di un donnone da 161 punti con cui ho battagliato sabato scorso all’allenamento di bowling.

Cazzo quanto è forte, fa quasi fisso 3 strikes e svariati spares a partita. Ho dovuto faticare non poco. Abbiamo fatto 7 partite, ne ho vinte tre, ma bisogna dire che nella prima stavo provando un nuovo metodo di tiro. Comunque era davvero cazzuta con i suoi 140 punti di media a partita (provate a farli voi!!!) e suoi 120 e più kili addosso. Una signora dolcissima che incute timore e tenerezza allo stesso tempo.

Grazie Geert per la battaglia di palle e per il giro di Coca-Cola.


Ovviamente mi si stanno centrifugando le palle…

Aprile 17, 2007

…perché al mio ritorno dall’Italia i pezzi dell’I/Q modulator ancora non sono pronti. Mi dicono che dovrebbero arrivare in questa settimana.

Poco male, penso, devo ancora finire il quinto capitolo… Il sesto capitolo della mia tesi verterà su queste misure. A proposito, ho finalmente capito come computare il range di alimentazione esterna dei varactors di Koen. Esso dipende dal livello di potenza in ingresso al sistema e da quale impedenza virtuale si vuole far vedere al DUT.

 Arabo per voi? Figuratevi per me…


Il MIKE [mk]

Aprile 17, 2007

Unità di misura anglosassone per indicare il tempo. E’ una strana unità, dacché sembra dipendere dalla luce: la durata di un MIKE è inversamente proporzionale alla sua intensità; per cui a mezzodì assume il suo valore più basso (circa 3600 secondi nel SI) , mentre all’avvento dell’alba o del tramonto raggiunge valori molto più alti a seconda della latitudine ove viene impiegato. Caso particolare nella durata del tempo secondo l’unità [mk] è quello dell’eclissi solare per cui il MIKE tende all’infinito.

Laddove il MIKE venga usato in Paesi non appartenenti al blocco americano o del Commonwealth, esso assume i nomi più disparati. In Italia, ad esempio, il MICHELE è di norma usato per dare appuntamento, soprattutto serale, a cui già si sa di arrivare in largo ritardo, per cui annunciando l’arrivo entro un MIKE può voler dire un intervallo di tempo variabile tra l’ora e il suo doppio, a seconda della latitudine della città ove si trovi ad essere utilizzato.

Straordinariamente un campione del MIKE è conservato al Museo dei Pesi e delle Misure di Sevres, Parigi. Esso è costituito da una clessidra girata ogni [mk] da un inserviente vestito con accappatoio, pizzetto, occhiali da sole e tetrapak di latte in mano.


Delft

Aprile 17, 2007

Sono ritornato dalle vacanze di Pasqua qui in Olanda per lo sprint finale. Qui tutto è in fiore e il verde più verde, quello che credevo esistesse solo in Svizzera, anche qui è realtà. Dal 30 marzo molte cose sono cambiate, anche le persone.

La mia testa al momento è un po’ incasinata, un po’ per il vino rose’ di poco fa, ma anche perché il futuro della mia vita mi appare molto nebuloso. Ma ora mi sono proprio rotto le palle: quando mai uno è stato in grado di predire il proprio tragitto? Si possono dare delle indicazioni di massima alla propria vita, ma poi tutto il resto, ovvero cio’ che e’ davvero importante accade, sembra, per caso. Oh… ma che dico? Sto diventando forse “destinista”? Non mi piace esserlo, non mi piace pensarlo. Tutto ciò che posso fare è stringere la carreggiata e sperare che la mia vita come un fiume vi scorra dentro.

Questa città mi rende molto strano, mi fa prendere coscienza di cose che prima non avevano ottenuto dal mio pensiero, ottenebrato dal mio ego, alcuna coordinazione psichica. Quindi, gente, prestate particolare attnezione a questo borgo. Può darvi molto, ma anche togliervi certezze su cui edificavate le certezze della vita. 


E mentre bevo vino rose’…

Aprile 17, 2007

… vedo i mostri. Ok ok, rewind… Lo so, devo prima scrivere un pacco di cose accadute in queste ultime settimane, ma permettetemi di farvi partecipi di alcune mie emozioni. Dicevo… E mentre bevo vino rose’ vedo i mostri. Non nel senso che sono ubriaco, ci mancherebbe, in mezzo alla settimana poi… No, vedo i mostri della cattiveria che si annida dentro di noi e che si sveglia nei momenti di maggiore stress. Cattiveria che ogni volta sembra essere stata sconfitta per poi risorgere, araba fenice del cazzo.

Ma la cattiveria non è solo una bestia offensiva: nasce, cresce e pasce anche come risposta alla cattiveria altrui. E così mentre uno beve vino rose’ ella s’espande nella testa e a quel punto è difficile tenerla a freno. Unica soluzione è un taglio netto con il passato, non importa se recente o lontano. L’importante è troncare e subito l’oggetto della cattiveria offensiva. Fino alla sua prossima apparizione, araba fenice del cazzo.