La precisione è molto rilassante.

Novembre 29, 2006

Alcuni pensano che chi è troppo puntuale sia un maniaco con delle strane abitudini mentali, troppo votato alla precisione e all’ordine. Invece credo che tutto ciò sia molto… tenero! Ovvero sembra che qualcuno si prenda cura di te. Arrivare in ritardo ad un appuntamento (diciamo più di 15 minuti), per me significa non avere rispetto verso la persona che attende: dopo tutto un appuntamento in genere si concorda ad un orario cui si conviene il più delle volte vicendevolmente.

Il discorso va a parare sulla precisione dei trasporti pubblici che vivo tutti i giorni qui a Delft. I mezzi sono tanti, silenziosi, ultramoderni e ultraprecisi, roba che ci potresti regolare l’orologio. A volte arrivano addirittura in anticipo e aspettano fino a che non si fa l’ora x. Incredibile.

Parlavo di tenerezza. Non è una coccola bella e buona quella di vedere arrivare il proprio mezzo di trasporto nel momento in cui si arriva alla pensilina (o dopo pochi minuti)? Dopo una giornata intensa di lavoro, l’attesa è l’ultima cosa di cui si ha bisogno… L’agognato mezzo di trasporto diviene così una mano amica che ti riporta a casa. Dunque, se uno si ferma a pianificare i propri spostamenti, troverà che è possibile andare più o meno dove si vuole senza aspettare ore sotto la pioggia o contro vento (cosa dal punto di vista della salute molto importante). Sicché, tu esci alle 19.00 dall’università? Ottimo! C’è il 69 alle 19.06 che ti passa a prendere. Devi andare a fare aikido e finisci alle 22.45? Bene, no problem! C’è il 61 che passa vicino alla palestra alle 23.00. Insomma, non devi adattarti ai loro orari: i servizi pubblici di trasporto sono così ben distribuiti che praticamente sei tu che li usi a tuo piacimento. E io ci vado sempre, facendola in barba a tutti quelli che, spompatissimi, usano la bici.

Alla fine per euro 32.10 al mese, hai praticamente un “taxi” preciso, pulito, silenzioso (già detto?) che ti porta da sotto casa fino a dove vuoi tu. E non è questa una dolcissima coccola per uno studentello come me?
 


Io lo sapevo che…

Novembre 29, 2006

… non avevo capito un cazzo! In realtà quello che devo progettare per la tesi non è un High-Q modulator, bensì un I/Q modulator (basato su varactor ad alto Q)!!! I/Q è una tipologia di modulazione (In-Phase / Quadrature) che viene usata nelle trasmissioni A/D. Di I/Q modulator(s) ce ne sono a migliaia su internet, ma nessuno basato su diodi varactor. Quindi… lo devo fare io.

Aiuto. Sto piangendo.

 


Finalmente il subject!

Novembre 28, 2006

Provo uno strano senso di euforia nell’aver appena ricevuto dal prof. Leo de Vreede l’argomento della mia tesi. Ma non è l’unica sensazione che provo. Diciamo che mista all’euforia c’è una forte dose di puro terrore nell’affrontare un argomento di cui a grandi linee avrò capito si e no lo 0.0001%… E il professore non faceva che ripetere “Success” “Success” (una specie di “In bocca al lupo”), che a me sapeva tanto di pigliata per il culo… Già sono subissato di papers da leggere per farmi un’idea del problema. Meno male che sono stato affiancato ad un giovane ricercatore, assistente del professore, che, mi dicono, è molto capace e disponibile. Dimenticavo, l’argomento è : High-Q modulator based on varicap technology. Dovrebbe servire a rimpicciolire ulteriormente le dimensioni dei cellulari, evitando la replicazione degli apparati di ricezione / trasmissione nelle varie bande.

Ma potrebbe essere anche l’esatto contrario. Stay tuned.


Sono stato ad otto feste

Novembre 27, 2006

O meglio, era una sola festa distribuita su otto piani diversi di un palazzone di studenti. Ogni piano un tipo diverso di musica. Ogni piano un tipo diverso di scenografia. Ogni piano una confusione assurda: una babele, tanto per rimarcare il fatto che si sentivano un po’ tutte lingue. Sabato scorso, con gli amici del DIMES (Delft Institute for Micro-Electronics and Submicrontechnology), sono entrato in questo palazzo grazie all’onnipotente Student Card. L’atmosfera che ho avvertito era quella da mak-pi: ogni piano aveva un’ambiente dove si poteva ballare e bere e gridare e cantare e…

Siamo passati dal piano del Fruttivendolo (tutti i ragazzi che davano da bere erano vestiti con salopettes verdi con un sedano lungo in tasca, grazie al quale si arguisce un certo doppio senso…), al piano “Sodoma e Gomorra”, in cui c’era una tv che trasmetteva certi video un po’ piccanti (!!!), al piano del Fuoco dove tutti erano vestiti da… pompieri, al piano dell’Inferno ove c’era un gruppo quasi-semi-nudo che suonava dal vivo con la pelle dipinta di rosso e con le corna in testa alla Lamù. Da questa festa ho imparato due cose:
1. la birra nelle discoteche di Delft è molto leggera (presto, datemi una Guinness o al più una Leffe rossa…);
2. le ragazze qui sono più alte di me (tranne le cinesi).

 


Fare le cose in maniera intelligente e razionale.

Novembre 27, 2006

Questo concetto è quello che dovrebbe essere alla base di ogni progetto privato o pubblico che si rispetti. La cosa bella è che qui viene messo anche in pratica. Un esempio tra tutti: l’ufficio postale.

Avete presente quei luoghi lugubri ed insani, pieni di neon e gente incazzata in fila? Si, giusto, un qualsiasi ufficio postale medio dello Stivale. Rimpiazzateli con un ambiente open space ultra-silenzioso, luminoso, elegante, senza spigoli, molto rilassante, pieno di divanetti e giornali quotidiani e settimanali da sfogliare.

Avete presente quanta fatica richiede fare la fila con qualcosa da spedire e non avere con se’ quel piccolo oggetto di cancelleria che vi potrebbe salvare da una nuova interminabile fila? Pensate, qui si hanno a disposizione dei banchi con tutto l’occorrente per incartare, scrivere, fotocopiare, tagliare e compilare: tutto gratis (senza gente che se ne approfitta… naturalmente!).

Infine, avete presente quelle vecchie bacucche che per farvi pagare un bollettino ci mettono un’ora perché pigiano un tasto sbagliato sulla tastiera e fanno cadere l’intera rete dell’ufficio postale? Rimpiazzatele con belle ragazze bionde dal volto sorridente e con le schiocche rosse (forse sotto il banco hanno gli zoccoli di legno), senza che a dividervi vi siano quegli orrendi vetri da prigione…

Beh, ok, forse l’ho dipinta un po’ nera la situazione negi uffici postali italiani, ma quello che ho descritto di quello di Delft è la pura verità. Come al solito si organizza il tutto con criterio, per fare in modo che il servizio sia davvero d’aiuto alla gente.


Dead(line) man walking…

Novembre 27, 2006

… mi scriveva il buon Suppa stamane, appena prima di entrare in Mekelweg 4. Il divertente gioco di parole si riferiva al fatto che deadline sta per scadenza e dead man è l’uomo condannato: oggi c’era la consegna di un progettino per il corso di Microwave Circuit Design. Ho consegnato il malloppo al professore Leonardus de Vreede (per gli amici Leo) e spero che gli sia di gradimento. Si, perché è anche da questo lavoro che il professore si farà un’idea delle mie iniziali conoscenze in questo campo.

 

Tornato in ufficio dopo la consegna, ho mangiato con i ragazzi un bel po’ di taralli alifani: grazie mamma per il paccone pieno di cose buonissime. Per il momento non so come è andato il progetto, ma domani ho appuntamento con Leo per avere il tanto agognato subject della tesi dopo questo mese preparatorio.

Speriamo bene.


Finalmente di nuovo on-line

Novembre 27, 2006

Dopo una settimana di funzionamento a singhiozzo, dovuto a problemi di hosting, il mio blog è di nuovo leggibile. Tanti cari saluti a tutti quelli che mi leggono. E anche a chi non mi legge. 

Let’s continue.


Go out, Sun – Jesce Sole

Novembre 18, 2006

Finalmente una paio di giorni di sole. Davvero l’animo si risveglia dalla coltre di nebbia in cui scende quando c’è il brutto tempo. Il centro storico di Delft (Oude Delft) era oggi più che da favola: c’era perfino chi faceva un giro con i pedalò per i canali in mezzo agli immancabili cigni giganti…

 

Figurarsi, per la prima volta da quando sono qui, oggi ho anche inforcato i miei occhiali da sole. Era piacevole e… molto italiano.


Aikido Stichting Delft

Novembre 18, 2006

Stamattina sono andato a chiedere informazioni per seguire le lezioni di Aikido qui a Delft. Sorpresa sorpresa: essendo uno studente a “presenza limitata” posso accedere agli allenamenti as guest (come ospite), ovvero sensa pagare nulla: niente aikikai e niente iscrizione… La cosa bella è che alla fine potrò avere un attestato che certifica le mie ore di allenamento.

Gli allenamenti si tengono il martedì (20.30 –> 22.00) e il venerdì (21.00 –> 22.30). In più ogni primo sabato del mese si va ad Utrecht per lo stage mensile con il “resident” sensei giapponese in Olanda.

 Domo arigato.


Spero che ABN AMRO compri…

Novembre 17, 2006

… qualche altra banca anche in Italia. Perché? Beh, mi sento molto coccolato. Meno di 15 giorni fa sono andato in una filiale ABN AMRO per aprire un conto corrente. Per prima cosa, sono stato accolto da una hostess (molto bella) che mi ha trattato con petali rose quasi fossi l’erede del regno di Zamunda: “May I help you? May I offer anything to drink?”… e sono solo uno studentello. Se ero mr. Jackson TantiQuattrini che mi faceva, un massaggio rilassante? Mah… Comunque, godendo dello status di “student”, categoria qui in Olanda molto privilegiata, ho aperto un conto, mi hanno dato un bancomat (che qui si chiama PIN), un Chipknip (una SimCard integrata nel bancomat che serve per spesucce leggere ed è ricaricabile), un internet account, il tutto alla modica cifra di 0 (zero!!!) euro. Nel senso che mi hanno attivato tutti questi servizi gratis e senza mettere nemmeno un centesimo sul conto. Ah… Tutti questi servizi sono assolutamenti gratuiti.

La mia banca è diversa. Molto bene, per me.